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Le difficoltà finanziarie

La struttura nel tempo si è avvalsa dei contributi spontanei (in danaro e/o in materie prime) di Enti (soprattutto la Caritas Diocesana. e il Comune di Salerno), aziende e privati sensibili alla causa, risultati fondamentali per la sopravvivenza e l’efficienza del servizio offerto. Negli ultimi anni, però, i costi di gestione stanno aumentando notevolmente, a causa soprattutto del graduale aumento delle persone bisognose, dell’aumento del costo della vita e del miglioramento del servizio offerto dopo il trasloco a via D’Avossa. Purtroppo tali aumenti dei costi non sono stati compensati da un proporzionale aumento dei contributi. Una mensa che deve offrire più di 40000 pasti all’anno va necessariamente gestita come un’azienda, con un bilancio di entrate ed uscite che deve mantenersi in equilibrio; una mensa dei poveri, però, ha dei gravi handicap rispetto alle normali aziende.

Queste ultime, infatti, possono compensare l’aumento dei costi dovuto all’inflazione con un aumento dei prezzi di vendita; inoltre se la crisi economica provoca una riduzione della merce venduta, ciò viene in parte compensato da un’analoga riduzione dei costi delle materie prime utilizzate. Infine per colmare un disavanzo tra entrate ed uscite, le normali aziende possono decidere di tagliare le spese e/o vendere alcune loro proprietà.

Una mensa dei poveri, invece, non può compensare l’aumento dei costi dovuti all’inflazione con un aumento dei prezzi di vendita, perché offre i pasti gratuitamente; inoltre la crisi economica provoca un aumento delle persone bisognose che si servono della mensa (e quindi un aumento delle uscite), e per giunta una minore disponibilità di aziende e privati a dare contributi economici (e quindi una riduzione delle entrate). Infine una mensa dei poveri non ha molte possibilità di tagliare le spese, perché non può rifiutare un pasto ai bisognosi, né ha proprietà da vendere per coprire un disavanzo. In conclusione se una mensa dei poveri non ottiene dei contributi economici che pareggiano le uscite, non può far altro che chiudere.

Queste gravi difficoltà finanziarie, quindi, acuite dalla crisi economica, causano spesso il rischio della chiusura della Mensa, il che sarebbe una grave sconfitta dell’intera comunità civile e causerebbe seri impatti sociali.
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